P.O. come libera professione: oltre alle competenze specifiche, cos’altro serve?

Nel panorama professionale attuale la figura del professione organizer si delinea come una libera professione. Il P.O. con una carriera avviata è un lavoratore autonomo, nella maggioranza dei casi titolare di partita IVA.
Essere un libero professionista è una modalità di lavoro che presenta delle caratteristiche molto diverse dall’esperienza di lavoro dipendente, e per tutti coloro che scelgono di intraprendere la carriera di P.O. è molto importante avere presente fin da subito queste caratteristiche. Perché, se è vero che per molti la carriera di P.O. è allettante per la propria passione per l’organizzazione personale, può non dirsi altrettanto per l’attitudine personale al lavoro indipendente.
È probabile infatti, che partendo dalla tua passione e dalla tua propensione all’organizzazione tu abbia scoperto mondo del professional organizing. Poi hai scoperto le occasioni di studio, di formazione, i modi in cui accrescere tutte le tue conoscenze specifiche, che sono importantissime perché ti rendono un professionista serio, preparato e competente. Ma nel momento in cui l’obiettivo è quello di intraprendere la carriera di P.O. come professione devono entrare in campo una serie di altre competenze che sono necessarie alla messa in piedi di una attività che sia redditizia e sostenibile.
Quali sono queste altre competenze? Vediamone alcune insieme, le fondamentali!
Disciplina e autonomia
Quando sei un libero professionista lavori da solo, il più delle volte, e secondo le tue regole. Nessuno ti impone orari, mansioni, scadenze. Questo è un grandissimo valore aggiunto, che però ha una doppia faccia: ti richiede di avere molta disciplina e capacità di autogestione. La reale concretezza del tuo lavoro è nelle tue mani: se puoi scegliere tu quante ore lavorare al giorno, devi anche essere molto organizzato e capace di gestire le tue attività quotidiane.
Inoltre, lavorando in autonomia, devi essere in grado di darti degli obiettivi e di raggiungerli senza che nessuno ti dia direttive o suggerimenti. Devi saper mettere in piedi dei progetti e portarli avanti, senza avere riscontri o conferme dall’esterno.
Attitudine all’intraprendenza
Gli obiettivi di cui sopra cambiano sempre: ci saranno quelli a breve termine, a medio termine e a lungo termine. Chi lavora in modo autonomo deve essere in grado di darsi sempre nuovi stimoli e nuove mete da raggiungere, anche in là nel tempo, come i prossimi cinque o dieci anni. E poi, anche quando le cose si realizzano, non si è mai finito di progettare e immaginare.
Visionarietà e creatività
Proprio per questa necessità continua di obiettivi, il libero professionista deve essere creativo e visionario: con quella capacità di creare nuove strade, inventare nuovi modi e nuovi mondi. Soprattutto nel caso di una professione come la nostra, che ha tantissimi ambiti di applicazione e può ancora percorrere molte nuove strade.
Desiderio di formazione costante
In una professione indipendente, e ancor più in una così moderna e recente come la nostra, la formazione costante è fondamentale: studiare e informarsi non può essere relegato ai primi anni di avvio della professione, ma deve essere una attività che continua nel tempo, che approfondisce e si specializza sempre di più, che segue aggiornamenti e che va a coltivare nel tempo tutte le competenze necessarie.
Capacità strategica
Perché una professione sia tale deve essere redditizia, quindi deve avere un introito economico adeguato ai tuoi desideri e necessità. Se non ci guadagni vuol dire che è un hobby. Certo, occorrono degli anni per portare a regime una attività iniziata da zero, ma ogni anno il fatturato deve essere un numero in crescita. Per realizzare questa crescita occorre curare tutti quegli aspetti che riguardano la vendita: i servizi che offri, le tariffe che applichi, le modalità di promozione e di acquisto… Insomma tutte quelle strategie che hanno come obiettivo quello di incontrare il tuo cliente e portarlo ad acquistare i tuoi servizi. Queste strategie non vanno create a sentimento, ma sono azioni che vanno studiate e progettate.
Doti comunicative
Queste capacità riguardano diverse situazioni: la tua capacità di presentarti e parlare di te, di parlare in pubblico, ma anche la tua capacità di comunicare dal punto di vista mediatico sul tuo sito, i tuoi canali social, i video… E non ultimo la tua capacità di comunicare ed entrare in sintonia con il cliente: l’incontro e l’accoglienza sono passaggio fondamentali per la buona riuscita del tuo intervento.
Cura nel coltivare le relazioni
Per quanto, come già detto, il P.O. lavori da solo e in autonomia, nella realtà poi intesse moltissime relazioni: con il cliente prima di tutto, ma poi anche con i colleghi, con le persone che si interessano a quello che fai, con le persone a cui ti rivolgerai per collaborazioni, con altri professionisti di cui tu sarai cliente…
In tutti questi casi le relazioni vanno curate e coltivate: le basi sono correttezza ed educazione, ma occorre anche la capacità di saper trattare con personalità e caratteri diversi, saper cogliere il “non detto”, sapersi esprimere in modo assertivo, quindi esprimere le proprie opinioni in modo sereno e costruttivo.
Con questa carrellata di competenze non specifiche, ma fondamentali, puoi ben vedere come la tua attività di P.O. abbia bisogno di tanta cura, dedizione e passione. Tutte le doti che hai già sono preziosissime e quindi impara a riconoscerle e a metterle a frutto. Quelle che senti di non avere non siano per te motivo di sconforto e senso di fallimento, ma usa questa tua consapevolezza per scegliere di progredire, imparare, arricchirti. Tutto quello che non sai, lo puoi imparare.
Farai così esperienza di una carriera professionale che oltre ad appassionarti e darti la soddisfazione di mettere al servizio degli altri le tue competenze, ti fa anche evolvere e migliorare come persona.
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